13/06/2008
Nel ricordo di Mazzola e Giralucci
Padova, 17 Giugno 2008

La cappa nebbiosa intrisa di paura, di violenza, di morte, che ha caratterizzato per un lungo, un troppo lungo periodo la vita politica ed il tessuto sociale della nostra Città e di un intero Paese, si è lentamente dissolta, lasciando però tracce indelebili di risentimento e di dolore, alimentate da una sete di giustizia che purtroppo non sempre è stata appagata sino in fondo.

Troppe vite sono state spezzate, da una parte e dall’altra, e gettate nel vortice di una follia che ha agitato corpi privi di identità, sorretti da proclami troppo facili ma chiusi in inconfessabili angosce, privi della capacità di interpretare l’enorme anelito di libertà che saliva dalle parti più sane della Nazione, invano frenato da chi altresì si crogiolava nel tracollo di una società immersa in un mare di incertezza, allora come ora spesso egoista, pavida, a volte arrogante, spesso rassegnata di fronte ad una inevitabile autodistruzione.

Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci furono i primi martiri sacrificati dalle brigate rosse, vigliacche maschere senza onore, folli strumenti alla ricerca di un aberrante progetto che mai, tanto meno nei patetici tentativi recentemente intrapresi, è stato appoggiato e sostenuto dal Popolo italiano.

Trentaquattro anni sono passati da quella tragica mattina del 17 giugno 1974.

Non potremo mai dimenticare il clima di quei giorni, le lacrime, la rabbia, l’impotenza di tanti militanti del Movimento Sociale Italiano, costretti a subire quotidianamente emarginazione, isolamento, persecuzione, deterrenti usati per impedire loro i più elementari diritti di pensiero ed espressione.

Nel momento più buio di quel periodo davvero si è temuto che frange deliranti, incapaci di gestire la propria interiore viltà e lo squallore di un’istintiva intolleranza verso la libertà, potessero mettere in pericolo le speranze di un’intera generazione, tesa alla trasformazione moderna e civile dell’Italia, alla ricerca di un’esistenza carica di valori, di ideali, di sentimenti, di sogni…

Ad un certo punto pensavamo di non essere nemmeno più autorizzati a credere, a sperare, forse nemmeno a pregare…

Ma il sacrificio, unito ad una ferma volontà risoluta nel non cedere, ci ha permesso di proseguire, crescendo ed evolvendoci.

Ora siamo qui, ancora una volta, per testimoniare il nostro commosso ricordo, idealmente affiancati alle anime di Giuseppe e Graziano, affinché il loro martirio non sia stato vano, ma possa invece essere un esempio ed un motivo di orgoglio per una città come Padova, che essi amavano e dalla quale speriamo possano essere contraccambiati con la stessa intensità. 

 

 

Movimento Sociale Fiamma Tricolore - Federazione Provinciale di Padova