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E’ recente l’esito delle primarie nel centrosinistra per stabilire quale debba essere il candidato sindaco di Venezia all’interno della stretta rosa di candidati dell’oligarchia della coalizione: Bettin, Fincato e Orsoni. La competizione è stata vinta dall’Avvocato Orsoni di Venezia definito dai giornali quale “uomo della curia” e indicato allo stesso tempo quale candidato sindaco da Cacciari. Comunisti e la cosidetta curia allegramente insieme, stanno cercando di costruire in modo artificioso un nuovo soggetto politico poliedrico e mostruosamente variegato al suo interno al solo scopo di conquistare il “potere” della città lagunare perdendo di vista però i problemi reali della base elettorale e dei lavoratori: lo dimostra il fatto che alle primarie della sinistra a Venezia, sono andate a votare 5000 persone in meno delle consultazioni precedenti e quindi solo i due terzi della volta scorsa e ciò a conferma del fatto che, la base elettorale di sinistra, non si fa prendere in giro dagli accordi delle segreterie di partito ma, giustamente, vuole essere rispettata e considerata. Vi sono poi alcune contraddizioni interne alla coalizione del centrosinistra che non convincono. Innanzitutto c’è da chiedersi se non vi sia un conflitto di interessi tra la libera professione del candidato di sinistra e una sua elezione a sindaco della città: magari c’è, magari non c’è… discutiamone prima delle elezioni prima che sia troppo tardi!. In secondo luogo non si può non rilevare che difficilmente il candidato sindaco della sinistra, stante lo status sociale che lo caratterizza possa capire, sentire sulla propria pelle e quindi risolvere i problemi dei lavoratori che hanno stipendi da fame e sono schiacciati dai mutui delle banche che, è bene ricordarlo, sono disciplinate dal testo unico bancario varato dalla sinistra negli anni ‘90. Tra questi lavoratori possiamo citare anche i giovani laureati che, grazie al caporalato giuridico di alcuni studi professionali, percepiscono un rimborso spese infimo per svolgere spesso mansioni che nulla hanno a che vedere con il tirocinio previsto dalla legge e che consentono a taluni studi professionali di risparmiare sui costi di assunzione del personale di segreteria sfruttando il fatto che, chi dovrebbe controllare le condizioni in cui vengono tenuti questi tirocinanti sulla carta ma, di fatto, lavoratori, sembra voltare lo sguardo in altra direzione. Che dire poi dei rapporti di potere che dovranno convivere in una simile coalizione: riuscirà la sinistra di Cacciari che in famiglia vanta la parentela con il leader dei “disobbedienti” e la Curia di Orsoni a governare la città senza farla affondare….? Cesare Neri |