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l balzo in avanti della formazione di destra del Leader Geert Wilders in Olanda è l’ennesima conferma del fatto che i cittadini comuni un po' in tutta Europa sono stufi di essere presi in giro da governanti che hanno totalmente perso il contatto con i problemi reali del popolo. Geert Wilders viene liquidato dai giornali come “xenofobo” per il fatto di aver osato evidenziare e anche “informare” il popolo, rompendo la “censura di regime” che talune correnti della religione mussulmana, non tutte, sono irrispettose dei diritti umani e hanno spesso un atteggiamento discriminatorio nei confronti di coloro che appartengono ad altre culture, popoli e religioni, non accettando di integrarsi di buon grado nel paese dell‘unione europea ospitante. Forse Geert Wilders può aver esagerato nei termini e nei modi ma le sue affermazioni sono riscontrabili facilmente: navigando nel mondo libero di internet, dove la censura e il “delitto di opinione” non hanno ancora tappato la bocca a chi pensa con la propria testa si possono trovare diversi esempi che dimostrano come vi siano gravi discriminazioni nei paesi di fede mussulmana nei confronti di cittadini appartenenti all’unione europea, ad altre confessioni religiose e in genere ai diritti umani. In Marocco, ad esempio, ogni tentativo di far convertire un mussulmano è illegale ed è un reato punito con la reclusione dall’art. 220 del codice penale: “E’ punito con l’arresto da sei mesi a tre anni e con una multa da 100 a 500 dirham, chiunque impieghi mezzi di seduzione con l’obiettivo di far vacillare la fede di un musulmano o di convertirlo ad un’altra religione, sia sfruttando la sua debolezza o i suoi bisogni, sia utilizzando a questi fini dei luoghi di istruzione, degli ospedali o delle cliniche, degli asili o degli orfanotrofi. In caso di condanna, può essere ordinata la chiusura dello stabilimento che è servito a commettere il reato, in modo definitivo o per una durata massima di tre anni”. In Italia, i recenti casi di ragazze di fede mussulmana uccise dai rispettivi padri solo perché frequentavano persone non mussulmane è un altro esempio di discriminazione nei confronti della cultura del paese ospitante che sembra essere sottovalutata dalle nostre istituzioni che non prendono in seria considerazione i fenomeni di cosidetta “discriminazione al contrario“. Sono casi isolati? O sono la naturale conseguenza di un “integralismo mussulmano che impedisce l’integrazione?”. Tornando al caso dell’Olanda è chiaro quindi che, quando lo sforzo per adeguarsi alla tolleranza religiosa e alla convivenza civile rispettando anche le culture e usanze degli altri popoli, viene chiesto solo ed esclusivamente al cittadino europeo e non, alle stesse condizioni, anche a chi proviene da stati extra UE, si instaura una discriminazione quotidiana nei confronti dei cittadini delle diverse nazioni europee che cercano una voce politica in quei movimenti che difendono la cultura e le leggi del paese ospitante dai fenomeni di “discriminazione alla rovescia”. Il divieto di discriminazione vale quindi per tutti e deve essere preteso ugualmente dai cittadini dell’Unione Europea e dai cittadini provenienti da paesi extra UE nella stessa misura e senza distinzione alcuna: questo è il messaggio politico che sta portando la formazione di Geert Wilders alla vittoria in Olanda e non solo in Olanda. Cesare Neri |