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E’ notizia di questi giorni che il famigerato piano Crotti che prevede la riqualificazione urbanistica di parte di Prato della Valle è stato sonoramente bocciato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici che, con parere vincolante, ha comunicato a Palazzo Moroni che le opere in progetto sono inammissibili sia in riferimento ai contenuti del Decreto Ministeriale dell’8 settembre 1956, sia per quanto riguarda l’interesse culturale del sito in oggetto. In poche parole , usando terminologie manzoniane “Questo scempio non s’ha da fare…” Evidente l’amaro in bocca della giunta Zanonato che, per voce del vicesindaco Ivo Rossi ,si è riservata la possibilità di fare ricorso contro questa perentoria sentenza. Aldilà delle dettagliate motivazioni tecniche della relazione che accompagna il niet suddescritto, la notizia ha riempito di soddisfazione una folta schiera di detrattori bipartisan che raggruppa nomi di spicco dell’opposizione ma anche esponenti della sinistra padovana. Esaustive dello stato d’animo di molti cittadini che hanno emesso un sospiro di sollievo alla notizia, sono le dichiarazioni di Guglielmo Monti, ex titolare della tutela dei beni artistici di Padova, che ha definito l’intervento prospettato irreversibile , costoso nonché dannoso per l’ambiente ed il decoro di una piazza che avrebbe bisogno di azioni mirate e non di mero sfruttamento commerciale. Ci sia permesso infine esprimere, come Fiamma Tricolore, il nostro personale compiacimento per l’esito della vicenda, anche se ne siamo certi, l’amministrazione comunale non si arrenderà così facilmente, considerando gli enormi interessi in gioco. Avevamo , piu’ volte, ribadito il nostro deciso no ad una manovra che ledeva l’unitarietà e la storicità di un’area unica al mondo, anche con iniziative eclatanti come il sit-in del Marzo di quest’anno proprio in prossimità del luogo “incriminato”. Anche se ci rendiamo conto di non essere stati determinanti per la decisione finale, siamo comunque felici di aver dato il nostro umile contributo, supportati anche dalla solidarietà di tanti padovani, stanchi delle interessate imposizioni di burocrati senza arte né parte. Antonio Ferro |